Quel sangue non desiderato...

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Carissime lettrici oggi nel mio blog ho voluto trattare “Il ciclo mestruale” un argomento molto delicato ma al tempo stesso molto discusso durante la ricerca di un bambino. Grazie a Laura Capossele, Ostetrica ed Educatrice Mestruale di Custodi del Femminino oggi ne parliamo più da vicino.

Custodi del femminino è un progetto fondato da un gruppo di donne unite da ideali e da un forte senso di sorellanza per portare informazione e supporto al pubblico femminile. I loro progetti riguardano la gravidanza, il parto, la genitorialità, il ciclo mestruale e tanto altro.

Affascinata dai temi da loro trattati anche nei Social, dove ho avuto l’occasione di conoscerle, ho pensato che un loro contributo sarebbe stato perfetto per il mio blog.

In particolare, ho chiesto espressamente all’ostetrica Laura Capossele di trattare l’argomento mestruazione nella ricerca di un bambino. Questa richiesta arriva per un motivo molto preciso. La maggior parte delle donne con cui ogni giorno mi confronto soprattutto nell’ambito lavorativo, ha un cattivo approccio con il proprio ciclo mestruale.

Quando “arrivano le rosse” l’umore della donna che sta cercando di concepire un figlio vacilla e crea tensione mentale e fisica. Emozioni come la tristezza, la rabbia, l’insoddisfazione o la frustrazione prendono completamente il sopravvento.

Con questo articolo in formato di storia, scritto in modo meraviglioso da Laura Capossele, cerchiamo di portare una nuova consapevolezza e punto di vista sul ciclo mestruale.

ciclo mestruale gravidanza

Storia di una gravidanza desiderata

 

Quinto giorno post ovulazione.

Mentre cerchiamo di sfruttare tutti i nostri sensi nel percepire il più minimo segnale di un eventuale impianto, la nostra mente lavora per trovare continuamente spiegazioni razionali.

Per anni, probabilmente, abbiamo aspettato con emozione, con trepida attesa, il momento in cui saremmo diventate donne, la nostra prima mestruazione. 

E poi, scoprendo la sessualità, abbiamo passato anni nei quali ogni metodo contraccettivo andava bene purché evitasse una gravidanza in modo sicuro ed efficace.

Quando arrivava la mestruazione, quando non ne programmavano l’arrivo (con contraccettivi ormonali), era accompagnata da un sospiro di sollievo quasi a rappresentare  un mancato pericolo.

E poi arriva un giorno in cui decidi che ora la gravidanza la vuoi, e l’ultima cosa che ti aspetti di vedere è il segnale che ti dice che non sei incinta: la mestruazione.

Così, un ciclo dopo l’altro, il sangue arriva, indesiderato.

Vissuto come qualcosa che non ci appartiene, con un senso quasi di punizione; la sensazione che il nostro corpo non sia effettivamente dalla nostra parte, che ci abbia tradito.

Sesto, settimo, ottavo giorno post ovulazione.

L’illusione che qualcosa stia cambiando dentro di noi cresce, insieme alla paura della delusione che potremmo vivere se arrivasse lei, la mestruazione, la strega cattiva, a rovinare il nostro sogno, il nostro progetto.

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“Il segreto è non pensarci” dicono tutte, ma non è possibile! Non si può scindere la mente dal cuore, la ragione dall’istinto.

Il pensiero vola.

Se questa gravidanza dovesse arrivare ora, il bambino nascerebbe tra maggio e giugno, sarebbe un bel periodo... però non potremmo farci la vacanza in crociera l’estate prossima!”.

I dubbi ci accompagnano e portano con loro sensi di inadeguatezza nel pensare che forse siamo noi a non volerlo davvero, perché in fondo la paura di dover rinunciare alla nostra vita di ora, all’indipendenza, alla libertà, chiude qualsiasi utero all’accoglienza. 

“Guarda quante teste ci sono in giro, sono uscite tutte da lì, non può essere una cosa difficile!”.

La voce delle nonne, delle donne sagge, ci consola, ci fa ancora sperare.

Nono, decimo, undicesimo giorno post ovulazione.

La tensione del seno, a volte gonfio e dolente, ci da la sensazione che potrebbe davvero essere successo qualcosa. Ci facciamo cullare dalla voglia di illuderci, di sognare, di sperare, rifiutando l’idea che quelli stessi sintomi si presentano anche prima dell’arrivo della mestruazione, ogni mese.

La tentazione di comprare un test di gravidanza è grande, anche se razionalmente sappiamo che è ancora presto: potrebbe essere positivo, ma se fosse negativo potremmo rimanerci male o rifiutarne l’affidabilità.

“In attesa”, è così che ci sentiamo e ancora non siamo incinte.

In attesa di sapere se potremmo considerarci “in attesa” come sembra accadere a tutte le donne che incontriamo in questi ultimi mesi, tranne che a noi.

In attesa di segnali del nostro corpo, che magari questo mese non ci tradirà.

In attesa delle prime tracce sullo slip che interromperanno anche stavolta l’attesa.

Dodicesimo, tredicesimo giorno post ovulazione.

“Stai andando spesso in bagno, magari stavolta è la volta buona”. Questo è il nostro compagno che cerca di incoraggiarci, ma forse non sa che più che dalla voglia di fare pipì, in bagno siamo spinte dalla curiosità nel vedere se lo slip resta immacolatamente bianco. E ogni volta che vediamo quel bianco, un sorriso di speranza e di illusione si disegna sul nostro viso.

Guardiamo il nostro compagno, che probabilmente sta vivendo un percorso parallelo al nostro, fatto di senso di impotenza, di inadeguatezza, di frustrazione, ma spesso chiuso alla condivisione: insicurezza, debolezza, sensibilità, dalla cultura maschilista non sono permesse a un uomo in un progetto di famiglia.

Lo guardiamo e non ci ricordiamo l’ultima volta che abbiamo fatto l’amore senza pensare alla fine del concepimento.

Andiamo in bagno, per l’ennesima volta… sangue.

Il vuoto, il nulla.

Non troviamo un senso. La mestruazione vissuta come la fine di un desiderio profondo, la fine di un’illusione, di ogni speranza.

Cos’ha che non va il mio corpo? Perché non funziona?”.

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Donna,  il sangue è vita.

La mestruazione è come la Luna Nuova, in apparenza è buia, è nera, ma nasconde tutta la sua luce dando l’opportunità di un nuovo inizio.

Il sangue della mestruazione è endometrio che si sfalda, cellule staminali, segno di un utero che funziona perché ripulisce dal vecchio per iniziare di nuovo.

Tutto il nostro corpo ruota intorno alla nostra ciclicità. La mestruazione è la prova fisica del potere creativo femminile.

Non c’è primavera senza inverno, un seme non dà un germoglio senza il buio della terra, non c’è una luna crescente senza la luna nera… non c’è gravidanza senza mestruazione.

Il desiderio di una gravidanza, potrebbe essere una preziosa opportunità per conoscere il tuo corpo, diventare consapevole della tua femminilità, armonizzare la tua ciclicità… partorire te stessa!

Ringrazio Laura Caposelle per questo contributo tanto desiderato nel Blog della Fertilità Naturale e un ringraziamento speciale al bellissimo progetto creato da Custodi del Femminino.

CONTATTI

Laura Capossele, Ostetrica e Educatrice Mestruale®  di Custodi del Femminino

Instagram custodi_del_femminino

Gessica Boscarato

Naturopata

Floriterapeuta

Consulente di Fertilità Naturale

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